I mistici islamici

Sheikh Burhanuddin Herrmann

I mistici islamici

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Perché serve un maestro?  

«Se uno vuole capire di che cosa è ammalato deve andare da un medico.

Ci sono cose che da soli non riusciamo a capire. Serve qualcuno che abbia

superato gli ostacoli prima di te e conosca le insidie del cammino. Ma una

guida non è qualcuno che prende le decisioni al posto tuo. Il maestro mostra

chiaramente qual è la tua responsabilità, poi il lavoro spetta a te».

 

Simbax Video seeks to provide a platform to help students improve

their lives. To accomplish this you will find here teachers providing

students with spiritual tools based on principles of the Sufi tradition,

that students can then apply as they fit to make better decisions that

not only benefit themselves but at the same time help to make the

world better.

 

Sufismo ed Ayahuasca

 

L’Ayahuasca è soprattutto un enorme mistero. La prima volta mi è capitato di incontrare questa

pianta realmente sacra e straordinaria circa 20 anni fa in Venezuela. Il suo potenziale me l’ha

fatto conoscere una strega indiano-negra. Dopo l’assunzione mi è comparso davanti il piano

della mia vita nella sua complessità – una specie di manuale cosmico per sfruttare quello che

chiamiamo incarnazione. Avevo capito che la liana ayahuasca ha un effetto incredibile

sull’essere umano. Riesce a svelare all’uomo, chi è.

Già allora però quella strega mi disse che nonostante ciò, la componente più importante del

rito dell’ayahuasca sia l’uomo stesso. La nostra comunicazione aveniva in maniera non verbale,

in vive immagini. Comunque la percepivamo molto chiaramente, era assolutamente reale.

Questa caratteristica dell’ayahuasca, di rendere possibile una comunicazione telepatica fra due

o più persone, l’hanno notata già i primi scienziati che studiavano l’effetto della liana della

foresta. Non è privo d’interesse che l’alcaloide attivo isolato durante le analisi del laboratorio

dalla liana fu chiamato TELEPATINA.

.

Era praticamente una scoperta del tutto rivoluzionaria, paragonabile come minimo alla

scoperta dell’aereo o del motore a combustione: gli scienziati per la prima volta nella storia

possedevano un mezzo in grado di cambiare completamente la modalità della comunicazione

di noi uomini come specie. Successivamente fu scoperto che la TELEPATINA è identica

all’alcaloide trovato in realtà già prima, ovvero all’ARMINA. Tale alcaloide fu isolato da

un’altra pianta sacra, ovvero dalla ruta siriana – Peganum harmala.

.

Questo era per me molto interessante perché anche quella pianta è comparsa a circostanze

particolari della mia vita – molto prima dell’ayahuasca. Durante gli studi della biologia

partivo per spedizioni di ricerche nell’Asia Centrale e qui avevo la possibilità di conoscere la

tradizione del misticismo islamico, specialmente il cosiddetto SUFISMO. I mistici islamici

mi  rivelarono che per indurre gli stati, durante i quali erano in grado di lasciare il corpo,

volare sopra il paesaggio e leggere nei pensieri, usavano la pianta harmala.

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Possedevano ricette speciali per la preparazione di questa pianta per loro sacra, per i quali a

volte usavano solo l’harmala stessa e altre volte anche altri ingredienti di supporto,

specialmente un tipo dell’ortica del deserto. Nel periodo quando acquisivo queste conoscenze,

potevo muovermi sui territori che erano normalmente inaccessibili – e dove forse

persistevano antichissime tradizioni e “abilità” mistiche. Purtroppo negli anni successivi,

secondo le mie informazioni, queste straordinarie scuole mistiche furono letteralmente

spazzate via dalla superficie terrestre – quello successe dopo l’accesso del Taliban al potere.

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Comunque già all’epoca quando provavo l’effetto della bevanda di harmala, chiamato dai

mistici islamici SUOMA, vivevano solo ben pochi maestri anziani che vegliavano su questo

segreto. La SUOMA veniva bevuta solo di notte nelle “chaikhana”, ovvero sale da tè in

mezzo al deserto. Queste sale da tè, in realtà una specie di centri di meditazione, furono

costruite in punti particolari, dove si incrociavano le linee di forza terrestri. Sulla pianta

harmala nel Corano viene scritto che “dietro ogni sua foglia si trova un angelo” – è

considerata di enorme potenza.

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Gli indiani dell’Amazzonia affermano che l’ayahuasca sia stata creata dagli dei per

permettere all’uomo di lasciare la prigione del corpo e del mondo illusorio nel quale è

costretto a vivere. Anche i mistici islamici credevano che l’harmala, risp. SUOMA sia una

specie di dono dai messaggeri di Allah, il quale all’uomo deve servire come un cancello

della prigione del mondo terrestre.

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È possibile che esiste un principio globale che permette all’essere umano di superare la

materia – e quello si cela nell’uso di un certo tipo di chiave avente forma di alcuni alcaloidi.

Se davvero esistessero quelli che possiamo chiamare architetti dei mondi, perché non

avrebbero dovuto incorporare intenzionalmente nel sistema della nostra realtà delle

chiavi, le quali – se le troviamo e le utilizziamo in maniera giusta – non potrebbero aprire

la porta della nostra realtà e permetterci l’accesso nell’impero della libertà cosmica?

.

Sull’ayahuasca si è diffusa una marea di miti moderni. Questo è dovuto soprattutto al

fatto che i conoscitori originali della tecnologia dell’ayahuasca furono per la maggior

parte estinti. Molte informazioni distorte sull’ayahuasca provvengono soprattutto dal

Brasile, dove gli abitanti originali furono quasi estinti (ne è rimasto solo l’uno per mille

del numero degli abitanti attuali). Senza le conoscenze sciamaniche è molto difficile

lavorare con l’ayahuasca e anche prepararla in buona qualità.

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Dell’ayahuasca nel Brasile si è impossessata una serie di sette moderne e il suo uso in

questo contesto è tanto diverso da come la usano gli sciamani indiani. Nei tempi della

mia giovinezza potevo soggiornare per un periodo più lungo in uno dei centri di una

grande setta cristiana dell’ayahuasca nello stato Acre nel Brasile e fu un’esperienza

impagabile. Avevo la possibilità di studiare in dettaglio l’abuso di un mezzo potente e

sacro per gli scopi della gerarchia, potere ed ego.

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Quello mi ha rievocato indietro la verità pronunciata dalla strega in Venezuela: che

l’elemento più importante del lavoro con l’ayahuasca è l’uomo stesso. L’ayahuasca è una

forza neutra, come anche la forza del motore. Il motore può permettere il moto di

un’ambulanza nello stesso modo come il movimento di un carrarmato. L’ayahuasca senza

dubbio è una delle forze più potenti che l’umanità abbia mai incontrato – e questa non

è un’affermazione esagerata. Sento che nel futuro troverà una vasta applicazione nella

nostra cultura e forse diventerà uno di importanti strumenti della sua trasformazione.

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Che cosa è poi l’ayahuasca? Il nome AYAHUASCA si riferisce alla liana della famiglia

Malpighiacea, alla pianta della specie Banisteriopsis caapi. É una bellissima, fortissima

liana, evocante un enorme cordone ombelicale della foresta. Ad altri invece ricorda con

la sua struttura in modo significativo le molecole della DNA. Oggi spesso trovate

l’affermazione che per la fabbricazione dell’”ayahuasca” avete bisogno di due piante,

ovvero la liana Banisteriopsis e l’arbusto Psychotria virdis.

.

Queste opinioni si erano diffuse soprattutto in relazione alle attività delle sette

“dell’ayahuasca” brasiliane. In realtà questa preparazione dell’ayahuasca è solo una di

molti centinaia di ricette funzionanti in pieno. Le sette dell’ayahuasca ovviamente non

dispongono dell’immensa sapienza degli sciamani. Il loro atteggiamento all’uso sapiente

originale di questo mezzo sacro illustrano bene le parole dello sciamano della tribù

Apurina che avevo incontrato tanto tempo fa nel Brasile: “Quelle persone hanno rubato

il nostro tesoro ma non sanno sfruttarlo.

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Non gli è buono a nulla. Possono solo mettere in pericolo se stessi e gli altri.” Gli indiani,

come ho potuto accertare man mano durante le innumerevoli spedizioni nel folto della

foresta amazzonica, originariamente utilizzavano l’ayahuasca completamente pura,

senza addittivi. La tradizione sciamanica dice che gli uomini si siano accorti che la liana

ayahuasca (ovvero la pianta Banisteriopsis caapi) viene morsicata dai giaguari ammalati.

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Molte tribù nell’Amazzonia riportano le loro origini al giaguaro come un antenato mitico.

Perciò tale comportamento del loro animale più sacro decisamente non poteva sfuggirgli.

Dopo avrebbero iniziato a copiare i giaguari, quindi masticavano la corteccia della pianta.

E che cosa hanno trovato? L’ayahuasca con una rapidità stupefacente li liberava da molti

problemi della salute. Gli indiano hanno accertato che in un lampo gli toglie il fastidio

dei parassiti accumulati nel loro corpo.

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L’ayahuasca è infatti un eccellente antielmintico – ovvero libera il corpo da tutti i vermi

e anche da altri parassiti dell’intestino. Attualmente l’ayahuasca l’assumono

obbligatoriamente  i soldati dell’esercito peruviano, dislocati nella giungla

– semplicemente per il motivo di poter sopravvivere qui. L’ayahuasca aumenta

enormemente la nostra vitalità e per questo motivo nella selezione naturale hanno avuto

successo tali tribù degli indiani che hanno conosciuto l’ayahuasca.

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L’ayahuasca inoltre migliora la vista, rafforza lo sviluppo muscolare e – quello che forse

è l’aspetto più importante – aumenta l’intelletto. È però necessario sapere in che modo

usarla. Gli sciamani hanno sempre usato l’ayahuasca in modo da permettere ai loro allievi

di entrare nella pace della profondità di se stesso. Se l’ayahuasca viene usata in questo

modo, nel cervello si creano nuovi percorsi di trasmissione delle informazioni e l’inteletto,

sia quello emozionale che tutti gli altri suoi tipi davvero aumentano.

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Se dell’ayahuasca viene abusato come dello strumento di una setta moderna, quando le

persone dopo l’assunzione di questo mezzo sono costrette a cantare “canzoni religiose”,

adorare un simbolo, fare del movimento collettivo ecc., succede esattamente il contrario.

Il subconscio denudato non crea nuovi percorsi che liberano l’uomo e lo arricchiscono,

bensì in esso vengono incisi con violenza solo alcuni percosi “robotici”, il che somiglia

notevolmente alle tecniche ipnotiche manipulative.

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Lo stato in cui vi immergete dopo aver bevuto l’ayahuasca, somiglia fisiologicamente

molto allo stato dell’ipnosi profonda. Anche se vi rendete conto di tutto quello che succede,

nel vostro subconscio è possibile inserire nuovi contenuti o al contrario pulirlo da vari

contenuti. Se su di voi durante il rituale veglia uno sciamano esperto, non può succedervi

nulla. Se però in questo stato capitate nelle mani dei membri di una setta religiosa – nelle

condizioni quando l’accesso del vostro inconscio è spalancato – allora “grazie a dio”.

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Dobbiamo renderci conto che l’ayahuasca è soprattutto uno strumento di un immenso

potere per “aprire” noi stessi. Al lavoro con l’ayahuasca dovremmo accingerci con la stessa

responsabilità come ad una operazione fisica. Quindi dovrebbe parteciparne solo un esperto,

non è ammissibile nient’altro.

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L’addestramento dello sciamano dura tanti anni. È difficilissimo. Gli sciamani scelgono gli

addetti a questo studio della difficoltà estrema solo fra i bambini dotati di capacità speciali.

Potremmo dire che si tratta di bambini chiaroveggenti. E neanche questi addetti hanno la

garanzia che riusciranno a “terminare gli studi”. L’allievo dello sciamano passa una serie di

esami e anche dei periodi di una certa ascesi assoluta. Da solo ho avuto la possibilità di entrare

parzialmente in conoscenza del training sciamanico.

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Non conosco niente di più difficile. Durante l’educazione non si può barare, il tutto è

estremamente serio – sostanzialmente vi trovate molto spesso letteralmente fra la vita e la

morte. Per esempio è una cosa scontata che dovete trascorrere in un totale isolamento,

senza fuoco e senza provviste di alimenti, nella giungla, ripetutamente settimane ma anche

mesi e anni. Il giovane addetto allo sciamanesimo per es. non deve per due anni parlare

con nessuno, non deve avere il rapporto sessuale, mangia solo le radici che scava sotto

terra… Però i risultati di tale “addestramento” sono incredibili.

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Il vero sciamano vi vede dentro come se foste trasparenti. Scannerizza i vostri organi, ossa

– addirittura è in grado di vedere senza il microscopio che cosa succede nel vostro sangue

e nelle vostre cellule. Non è privo di interesse che gli sciamani dell’Amazzonia conoscevano

la molecola del DNA tanto tempo prima di noi. Lo sciamano è un super-medico e

super-terapeuta. Semplicemente è così. Gli sciamani ribadiscono che l’assunzione

dell’ayahuasca è una cosa molto seria. Se durante tale rituale siete con qualcuno chi

realmente vede e percepisce che cosa succede in voi e che cosa si svolge negli organi

energetici del vostro biocampo, non c’è nessun pericolo per voi. Infine, anche gli scienziati

e i medici che hanno studiato gli effetti dell’ayahuasca per un periodo più prolungato,

preferivano assumere vecchi sciamani indiani nel caso che veniva usata l’ayahuasca per

scopi terapeutici.

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Un esempio modello di un uso veramente coscienzioso dell’ayahuasca è per es. la terapia

svolta dal Dott. Jacques Mabit nel centro di cura per dipendenti alla droga a Tarapot nel

Perù. Questo medico francese si occupa dell’ayahuasca già da 30 anni e nonostante ciò

esegue ogni rituale di cura solo in presenza di sciamani indiani. Al rito sono quindi

presenti sciamani  come rapresentanti di un sistema per scoprire se stesso e per curare,

funzionante da migliaia di anni, e anche medici come rappresentanti della nostra

tradizione che include la tecnologia e la scienza.

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Personalmente sono dell’opinione, dopo tutte le mie esperienze di lavoro con l’ayahuasca,

che proprio questo modello è l’unico accettabile dal punto di vista della sicurezza e

sensatezza. Se vogliamo sfruttare il vero potenziale dell’ayahuasca, dobbiamo da una

parte trovare il VERO SCIAMANO, e io personalmente credo che durante i riti dovrebbe

essere presente anche il medico. Al vero sciamano questo decisamente non darà fastidio.

É assolutamente indispensabile rispettare la dieta base, in quanto esistono delle

contraindicazioni pericolose all’assunzione dell’ayahuasca.

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Il medico dovrebbe regolarmente misurarvi la pressione e nel caso che soffrite di qualsiasi

malattia, è necessario monitorare continuamente le vostre condizioni. L’ayahuasca non

contiene nessuna sostanza velenosa o pericolosa ma provoca nel corpo e nella mente

potenti processi, i quali devono essere monitorati. Durante il periodo dell’effetto

dell’ayahuasca siete letteralmente APERTI. Aperti in tutti i sensi. Come se fossero nella

profondità aperte anche tutte le vostre cellule. Il vostro corpo è incredibilmente sensibile.

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Quello che normalmente per noi non è tossico, per es. alcol o muffe contenute in alcuni

alimenti, diventa fortemente tossico.  I principi attivi dell’ayahuasca sono alcaloidi indolici

– a parte la TELEPATINA, ovvero ARMINA, anche gli alcaloidi seondari come armalina,

tetraidroarmina e altri. Tutti questi alcaloidi fanno parte di cosiddetti MAO inibitori.

Queste sostanze hanno indubbiamente un forte effetto curante sul nostro corpo ma nello

stesso tempo lo fanno immensamente sensibile. Almeno 24 ore prima dell’assunzione

dell’ayahuasca non dovreste bere nessun alcol, mangiare il cioccolato, legumi e formaggi.

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La stessa cosa dovreste rispettare almeno 24 ore dopo il termine del rito dell’ayahuasca

con lo sciamano. Se non lo rispetterete, farete entrare nelle vostre cellule, specialmente

quelle nervose, alte dosi di tossine. È scioccante che alcune sette religiose dell’ayahuasca

avrebbero addirittura DOPO L’ASSUNZIONE dell’ayahuasca organizzato dei “banchetti”,

nei quali viene offerto formaggio, cioccolato ecc. Quello può daneggiare il cervello e tutto

l’organismo. Eppure i fondatori di tali sette che abusano di ayahuasca, di cui terreno fertile

sono soprattutto le metropopli brasiliane, spesso dichiarano che lo svolgimento delle loro

cerimonie gliel’avrebbero “dettatto degli spiriti”.

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Che gli spiriti connessi a quei guru delle sette siano talmente stupidi che non sanno

nemmeno quello che con il loro ordine dall’astrale possono gravemente daneggiare la

salute umana? Perciò ancora una volta avverto vivamente di non usare l’ayahuasca a

condizioni dove non viene garantita la sicurezza. L’ayahuasca è come un aereo da caccia.

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Durante il rito avete bisogno di qualcuno chi nel ruolo del navigatore vi garantisce il

decollo e il volo riuscito. E poi naturalmente anche l’atterraggio. Il paradosso è che

attualmente l’uso dell’ayahuasca si diffonde proprio maggiormente sotto il controllo

delle sette religiose che ne fanno abuso. Infatti la religione nel nostro mondo folle

legalizza l’ayahuasca. Molte di queste sette dichiarano apertamente:

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“Volete bere l’ayahuasca? L’unica possibilità è berla con noi.” E poi, quando uno la

beve, lo costringono nello stato di coscienza alterata a cantare le proprie canzoni,

adorare diverse persone ecc.

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Non mi meraviglierei neanche se fosse vera l’informazione che mi è pervenuta da fonti

molto fidate, ossia che tali sette dell’ayahuasca sono spesso intenzionalmente costituite o

temporaneamente intenzionalmente supportate da degli agenti dei servizi segreti, per

screditare l’uso dell’ayahuasca in misura globale, in un orizzonte del tempo più lungo.

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Di recente in Giappone è successo che il membro di una setta che aveva dichiarato

l’ayahuasca l’incarnazione di Santa Maria, prese dopo il rito del lavaggio dei cervelli e

bruciò un santuario buddhista. Consiglio a tutti quelli che vogliono usare questo mezzo

meraviglioso, di studiare prima ogni letteratura disponibile, poi se volete andare verso

una fonte pura, andate in Perù o nella Colombia e qui trovate lo

SCIAMANO DELLA TRIBÙ.

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Imparate ovviamente lo spagnolo e cercate fuori dalle città. Evitate fabbriche commerciali

da soldi spremuti dai turisti ingenui, come è per es. Iquitos peruviano, dove uno sciamano

vero è ormai dificile da incontrate. Dovete andare più in fondo alla giungla. E portate con

voi un medico. Credo che in un futuro prossimo nasceranno dei centri specializzati

dell’ayahuasca in tutta l’Amazzonia. Tali centri non avranno niente a che fare con la religione

e le superstizioni ma saranno punti di lavoro di elite, in tutti i sensi attrezzati alla perfezione,

dove con i clienti lavoreranno insieme sciamani indiani e medici e ricercatori.

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Credo anche che questo sia l’unica strada sensata di un’ulteriore diffusione dell’ayahuasca

come mezzo terapeutico e di trasformazione. È anche l’unico modo di diffondere l’ayahuasca

come medicina per le persone della nostra cultura, al quale voglio partecipare. L’ayahuasca

ha un enorme potenziale curativo. Sono convinto che se proprio in questo modo, sul

principio dei centri di ricerca e cure, l’ayahuasca sarà utilizzata, un’innumerevole quantità

di persone anche gravemente malate, quali forse attualmente non possoo neanche trovare

un altro modo di guarire, verrà guarita con successo.

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Tali centri di cure dovrebbero anche collaborare strettamente con gli aborigeni nel fatto

di conservare i biotopi originali. È logico che se la foresta verrà distrutta e devastata, non

ci sarà neanche l’ayahuasca e quindi neanche le terapie. I soldi ricevuti dai clienti e forse

anche dalle organizzazioni internazionali, le quali possono supportare tali cure (il Dott.

Mabit viene supportato e finanziato dal governo francese e dalla UE) perciò devono

essere in parte investiti anche nella protezione dell’Amazzonia.

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E gli originali abitanti aborigeni rappresentano una forza motrice finora non sfruttata,

per ottentere una protezione ecologica a lungo termine della foresta. I giovani indiani,

dopo il confronto con la civiltà, possono diventare o dei ruderi senza le radici, che vengono

sfruttati dai tagliatori di legna per pochi soldi e finiscono con un’intossicazione da alcol,

o è possibile organizzarli nelle squadre dei ranger a protezione della giungla.

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Eppure proprio questo tipo di lavoro è quello, per cui gli indiani sono “nati”, senza

esagerare, e quello che farebbero con un enorme impegno e molto bene.

Quello che bisogna istituire contemporaneamente, sono le scuole, dove la gioventù

indiana verrà informata sulla verità nello stato di cose sui propri territori. Le “scuole”

delle missioni – quindi i lavatoi dei cervelli – servono solo per fare sì che gli indiani

smettano di essere indiani, che rifiutino la propria cultura e lascino “senza problemi”

i propri territori ai tagliatori di legna e ai prospettori petroliferi. Se verranno finanziate

queste due cose, le squadre dei ranger indiani e le scuole, in cui i piccoli indiani

impareranno la biologia, l’ecologia ecc., anche l’ayahuasca ha la possibilità di

sopravvivere. I centri di cure con l’ayahuasca dovrebbero pure creare dei fondi che

renderano possibile agli idiani di ottenere l’istruzione nei campi chiave, specialmente

quello legale. Credo che l’Amazzonia di oggi aspetta questi centri di cura e che la loro

costituzione rappresenterà un’immensa svolta nello sviluppo delle cose in questa parte

del mondo.

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Ritornando alla ricetta dell’ayahuasca: avevo menzionato che non concordo con

un’affermazione tanto semplificata, che l’ayahuasce viene “fatta” da due tipi di piante.

I risultati delle mie visite presso gli sciamani di tribù portano a qualcos’altro.

L’ayahuasca è la liana Banisteriopsis caapi. Il fatto che preparare la bevanda efficace

della “sola” liana è più difficile che prepararla della miscela di più piante, è fra gli

sciamani noto. Ma i veri sciamani indiani ci riescono. Soggiornavo per un periodo

prolungato presso l’etnia Aguaruna e avevo la possibilità di conoscere lo stupefacente

modo di raccolta delle liane terapeutiche. Il vecchio sciamano per es. sente che

UNA PRECISA liana vuole che faccia di lei la bevanda. Un suo ruolo ha anche il

momento della raccolta, la parte della pianta che è stata scelta all’uso e altri fattori.

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Lo sciamano ha la sensazione che la liana giusta gli abbia “fatto un fischio” o l’ha attirato

a sé. Gli sciamani pure hanno nella foresta le “proprie” liane con cui si conoscono da anni,

vanno da loro, gli soffiano il fumo dalla bocca, comunicano con loro… Sono convinto che

per fare sì che uno possa preparare l’ayahuasca in modo che davvero venga sfruttato tutto

il suo potenziale, questa persona deve avere un rapporto del tutto particolare con la pianta

. Presso altre tribù che ancora vivevano in una grande unione con la natura, era uguale.

.

Da qualche parte, per esempio dagli Shipba, l’ayahuasca viene preparata da cosiddetti

nonni, sciamani molto anziani che si sono del tutto specializzati sulla preparazione della

bevanda di ayahuasca e si potrebbe dire che vivono con la pianta in una totale simbiosi.

I detti nonni non escono neanche dalla giungla e addirittura spesso neanche parlano con

nessuno, per “non contaminare” la bevanda durante la preparazione. È sicuro che a parte

la dimensione biochimica dell’intero processo della preparazione dell’ayahuasca, gli

indiani contano anche sulle influenze energetiche che possono interferire nel processo.

L’ayahuasca viene cotta per lungo tempo, ripetutamente e in solitudine. I vecchi

sciamani di Aguaruna, quelli che mi iniziavano nel processo della sua preparazione, non

hanno mai utilizzato nessun altro ingrediente a parte la stessa liana Banisteriopsis caapi.

.

Nonostante ciò – oppure proprio per quello – la bevanda da loro preparata era la più

forte ayahuasca che io abbia mai conosciuto. D’altronde tante persone che hanno studiato

l’ayahuasca in profondità si immedesimano con questa scoperta.

L’ayahuasca infatti non è solo quello che offre in grande alle proprie pecorelle per es.

la chiesa brasiliana Santo Daime (dove a causa dell’ignoranza della medicina tradizionale

degli indiani viene offerte sempre solo una ricetta, quindi la Psychotria virdis più

Banisteriopsis caapi). La base della bevanda ayahuasca è in ogni caso la liana e ad

essa è possibile, ma non indispensabile, aggiungere altri ingredienti. L’additivo non

necessariamente deve essere solo uno (quindi per es. l’arbusto Psychotria), lo

sciamano può usare tranquillamente decine di altre piante che aggiunge all’ayahuasca.

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Sul fiume Marañón per esempio l’additivo preferito dell’ayahuasca è la coca e sulla

Psychotria qui non sa niente nessuno. Nelle valli delle Ande che scendono verso

l’Amazzonia come additivo all’ayahuasca viene usato il cactus San Pedro, fortemente

psicoattivo. In un’altra zona per es. avevo trovato l’uso dela mimosa come principale

sostanza accompagnante l’ayahuasca. In breve, ogni zona ha la sua ricetta.

.

All’ayahuasca potete aggiungere decine o centinaia di altre piante, se volete in qualche

modo indirizzare o „colorare“ il suo effetto. In ogni caso quello che ogni tanto

riscontrate nei libri, ovvero che gli indiani „per miracolo“ avrebbero scoperto due

piante che insieme provocano l’effetto di ayahuasca, è solo una fiaba moderna.

L’ayahuasca è semplicemente la liana, una volta masticata, più tardi cotta.

.

Alcune tribù non contattate che hanno solo un minimo della ceramica e continuamente

si spostano attraverso la giungla, finora masticherebbero soltanto l’ayahuasca,

soprattutto la corteccia delle sue radici. E anche la pianta usata in questo modo sarebbe

fortemente psicoattiva. Dopo l’assunzione della liana segue lo stato di coscienza alterato.

Secondo gli sciamani indiani, più la persona è sensibile e pura, più l’effetto è forte.

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Qualche volta l’ayahuasca può non funzionare per niente la prima volta, e qualche volta

non funziona neanche quella seconda.

Ho conosciuto un antropologo americano che quasi pazzamente voleva conoscere su se

stesso gli effetti dell’ayahuasca. Quella ha funzionato solo dopo la ventesima applicazione!

Lo sciamano prendeva in giro quella persona, che l’ayahuasca semplicemente voleva

metterlo sotto prova, se davvero era interessato a lei. “È un essere femminile”,

sghignazzava lo sciamano. Nella maggior parte dei casi, la terza volta l’ayahuasca

ormai “funziona”, ma la garanzia non si ha mai. In questo senso l’ayahuasca è un

grande mistero. Probabilmente è il mezzo psicoattivo più potente sul nostro pianeta

ma può succedere che la bevete – e l’effetto è simile a quello di aver bevuto una tazza

comune di tè. Questo mistero ha le sue radici nello stesso processo complicato che

l’ayahuasca nel nostro organismo e cervello mette in azione.

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L’ayahuasca è la chiave che gira nella serratura. E la serratura la portate voi stessi

dentro di voi – nel proprio cervello. Però ognuno di noi è settato diversamente e la

nostra chimica cerebrale è in relazione diretta con le nostre emozioni, il nostro modo

di vivere e la nostra psicologia. L’ayahuasca arriva a toccare molto nel profondo del

nostro essere – e qui muove qualche cosa. Ognuno non è però pronto a permettere a se

stesso di far fare quel movimento nella propria profondità. E di nuovo ritorniamo al

messaggio della vecchia sciamanessa: la cosa più importante durante il rito di

Ayahuasca SEI TU STESSO. L’ayahuasca è solo lo strumento dell’autoliberazione o

autoguarigione. Ma sfruttare lo strumento possiamo solo noi stessi. È indispensabile

l’autodisciplina e la capacità di immergersi in pieno nell’intero processo.

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Al rilevamento che per la produzione di un’ayahuasca perfettamente efficiente è del

tutto sufficiente la liana Banisteriopsis caapi (soprattutto se preparata da uno sciamano

esperto sulla base delle antiche ricette della tribù) è giunta negli ultimi anni una serie

di ricercatori, per es. Stafford nel suo studio del 1992, Schultes nel 1996, anche Greef

nel 2007, Gable nello stesso anno, anche Bussmann nel 2006 è dello stesso parere

nella rivista Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine. Il fatto che l’ayahuasca

(l’infuso dela liana B. caapi) funziona in maniera psicodinamica anche senza qualsiasi

ingrediente aggiunto dimostra Freedland and Mansbach nel suo studio del 1999, anche

Ai Ming più volte nel 2003, Iurlo nel 2001 e molti altri.

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Infine la liana Banisteriopsis caapi contiene degli alcaloidi, di cui grande efficienza dimostrò

già lo psichiatra cileno Claudio Naranjo, quando li isolò dalla liana e poi iniettò a dei

soggetti di test. I risultati del suo studio sono molto paticolari e dal punto di vista della scienza

convenzionale spiegabili solo con grande dificoltà: tutti i soggetti, senza aver idea da dove

proveniva la sostanza testata su di loro, hanno vissuto forti visioni plastiche dei GIAGUARI,

PUMA, ANACONDE e di altri animali rappresentanti i totem amazzoniani tradizionali.

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Dobbiamo rassegnarsi al fatto che per ora sappiamo molto poco sia sull’ayahuasca e sul suo

effetto su di noi che su noi stessi. Aumentano continuamente delle prove che l’effetto

dell’ayahuasca non può essere limitato solo ai processi biochimici.

Di questo erano consapevoli anche tutti gli sciamani amazzoniani nei tempi remoti. Proprio

per questo motivo curano con immensa premura una certa “igiene energetica” durante la

fabbricazione della bevanda dalla liana. Mi ricordo una situazione comica durante un rito

aborigeno di ayahuasca, a cui partecipavano indiani della tribù Ashaninka.

.

Alla preparazione dell’ayahuasca era presente anche un giovane apprendista dello

sciamano che immensamente desiderava possedere scarpe da tennis che aveva visto

tempo fa in un altro grande villaggio dove le offriva un commerciante. Quello è bastato

che ad alcune persone (me compreso!) durante le cerimonie nelle visioni sempre di nuovo

comparivano le scarpe da tennis enormi, di un bianco candido e galleggianti nello spazio…

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Sicome l’ayahuasca risveglia in voi certi tratti della chiaroveggenza, il colpevole venne

facilmente scoperto durante la cerimonia e gli indiani gli gridavano: “Chi deve guardare

quelle tue scarpe del cavolo?” E l’indianino dopo la cerimonia finalmente confessò che

cercava di non pensare alle scarpe da tennis, ma… come ci provava, durante il mescolamento

della bevanda sacra gli veniva in mente sempre di nuovo, come sarebbe bello se camminasse

con quelle scarpe. L’uomo attuale ama considerarsi razionale eppure sarebbe piuttosto

razionale ammettere, quanto infinitamente poco sappiamo finora sul funzionamento della

mente e sulla fisica. Perché i pensieri non dovessero essere a suo modo specifico materiali

o fisicamente reali? Perché non dovesse avvenire la loro trasmissione da un sistema

nervoso a un altro? E perché la struttura molecolare degli alcaloidi dell’ayahuasca non

potesse in qualche modo avvolgere su se stessa le forme dei pensieri? Altrimenti infatti

quest’esperienza non può essere spiegata facilmente.

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È quindi molto importante CON CHI bevete l’ayahuasca, PERCHÉ la bevete – e anche

DOVE la bevete. Gli sciamani danno sempre molta importanza alla condizione che l’ayahuasca

deve essere bevuta in un “luogo puro”. Dovrebbe essere il luogo, dove non si uccide – dove non

vengono uccisi neanche gli animali. Dovrebbe essere un luogo, dove la natura non è rovinata.

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Nel caso ideale si dovrebbe trattare di cosiddetto luogo di potere. È una località con una

eccezionalmente alta concentrazione dell’energia curante e positiva. Tale luogo nasce con l’incrocio

dei percorsi energetici della Terra – è come un potente nodo di materia sottile sul corpo della Terra.

Gli sciamani amano pure bere l’ayahuasca nelle grotte – non solo perché qui possono assumere

l’ayahuasca anche durante il giorno ma per il motivo che qui spesso si accumula una forte energia.

.

In ogni caso il luogo dove assumerete l’ayahuasca deve essere puro ed energeticamente protetto.

A parte ciò, gli sciamani creano ancora una speciale protezione energetica.

Sostanzialmente dovrebbero essere in grado di creare tale protezione ovunque, ma in un ambiente

energeticamente negativo o impuro per loro sarebbe più difficile e per costruire gli scudi e le reti

energetiche speciali devono investire tanta della propria energia. Sicome gli sciamani vogliono

durante le cerimonie indirizzare la propria attenzione nel primo luogo sul paziente o l’addetto allo

sviluppo personale e non a respingere le energie negative, preferiscono alla grande i luoghi

veramente puri. Durante le cerimonie dell’ayahuasca ci parla la Terra su cui stiamo distesi, gli

alberi intorno a noi, sentiamo ogni roccia e anche il paesaggio che ci circonda… Diventiamo

estremamente sensibili nei confronti delle energie degli oggetti di cui radiazione prima non

avremmo neanche notato.

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Qualche volta tale sensibilità si trasforma fino al grado della psicometria diretta, come viene

chiamata la capacità di “vedere” il passato degli oggetti che tocchiamo.  L’ayahuasca aziona in

noi delle capacità incredibili. Prendete in mano una moneta e nella vostra mente defilano immagini

di tutte le persone che l’hanno avuto in mano prima di voi. Se volete, vedete tutte le vite passate

di ognuna di queste persone. Vi sentite essere il metallo che per milioni di anni giaceva nella

profondità della terra e percepite le “sensazioni” di questo metallo quando venne fuso e gli venne

data la forma della moneta… Semplicemente l’ayahuasca vi fa capire con sufficiente chiarezza

che i confini non esistono. Nessun confine. All’improvviso scoprite che c’è un’unica Mente

– e il tutto, compresi voi stessi, fa parte di questa Mente.

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Lo percepite come la cosa più ovvia e non smettete di meravigliarvi, come avete potuto a

dimenticarvene. L’ayahuasca è un insegnante lampo di TUTTO – ma del TUTTO di più della

responsabilità. Ad un tratto non potete non sapere che se fate male a qualcuno, in quel momento

fate male a voi stessi.

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Però per permettere all’ayahuasca di risvegliare davvero la nostra chiaroveggenza, letteralmente

risvegliare la nostra anima, dobbiamo accedere a lei con un’immensa stima e rispetto. Non in modo

che la adoreremo come una divinità, quello non è rispetto ma al contrario la ridicolizzazione di

quello strumento cosmico. L’ayahuasca non è una divinità. È un’intelligenza, o, detto forse con la

massima precisione: un PROGRAMMA intelligente e liberante. Anche il programa del computer

potete utilizzarlo in vari modi. Però lo usate voi. Qualcuno dopo aver bevuto l’ayahuasca scorge

creature sgradevoli o antipatici grumi di energia. Vede esattamente quello che deve vedere in quel

preciso momento. Vede i contenuti di se stesso, quello, con cui è contaminato il suo subconscio e il

biocampo.

.

Durante il decorso del rito, nella maggior parte dei casi con l’aiuto dello sciamano, espelle di sè tali

strutture. Dopo possono seguire visioni completamente diverse: l’uomo si trova nel “cielo”. Perché

il cielo è lo stato della nostra purezza. Gli sciamani affermano che ogni rito dell’ayahuasca sia qualcosa

come la morte in brutta copia. Dicono che quello che viviamo durante gli stati dell’ayahuasca somigli

molto a quello che vivremo dopo che moriremo. Se l’uomo non si purifica dalle proprie zavorre, vive

cose spiacevoli ed è “imprigionato” nelle dimensioni che sono cupe e tetre.

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Nessuno lo punisce, secondo gli sciamani al cosmo non passa neanche per la mente di punire qualcuno…

Però l’uomo stesso si tiene dentro tali dimensioni. Quando trasforma se stesso – cambia i propri

atteggiamenti a se stesso e ricostruisce le proprie strutture energetiche – può muoversi in avanti.

Naviga verso la luce, diventa abitante dei regni di un indicibile benessere e un Amore vero, assoluto.

Esattamente questo succede in molti casi durante le sedute dell’ayahuasca. Gli sciamani in tale caso

possono in più aiutare la persona a liberarsi dalle proprie zavorre più in fretta.

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Perciò l’uomo purificato grazie al lavoro degli sciamani dopo la morte fisica può andare direttamente

“in alto”, nella stretta vicinanza dell’Assoluto, nei mondi della Comprensione. Se secondo gli sciamani

durante la vita non si era purificato con l’ayahuasca, dopo la sua morte è “troppo pesante” e “non arriva

in alto”. In ogni caso, le cerimonie dell’ayahuasca non dobbiamo intenderle solo come una preparazione

alla morte. Infatti anche durante la sua vita fisica l’uomo può vivere in “vari regni”… Se attraverso la

purifica con l’ayahuasca uno si libera dei propri blocchi e zavorre, si troverà in un mondo diverso e

migliore alla lunga già durante la vita umana.

(sorgente: http://www.infinite-life.eu/it/ayahuasca)

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