NAFS nella tradizione Sufi

NAFS nella tradizione Sufi

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Nafs è un termine arabo che nel Corano assume il significato di Ego. E un concetto importante

nella tradizione Islamica, specialmente nel Sufismo, dove nel suo stato indefinito, “l’ego è la

dimensione più bassa dell’esistenza interioredell’uomo, la sua natura animale e satanica.”

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Tre principali fasi della nafs

Ci sono tre principali fasi, specificatamente citati nel Corano. Queste si riferiscono al processo

di sviluppo, raffinamento e controllo della nafs.

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La nafs tentatrice (nafs-i-ammara)

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Nella sua fase primitiva, la nafs ci incita a compiere il male: questa è la nafs intesa come il Sé più

basso, gli istinti di base.

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L’Islam enfatizza l’importanza di combattere la nafs perché il profeta Maometto disse tornando

da una battaglia “Torniamo ora dalla piccola guerra (Jihad) per andare ad affrontare la grande”.

I suoi compagni chiesero “Oh profeta di Dio, qual è la grande guerra?” rispose “La battaglia

contro la nafs.”

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Rumi ammonisce contro la nafs intesa come ipocrisia religiosa, dicendo che “la nafs ha un rosario

e un Corano in mano, e una scimitarra e un  pugnale nelle maniche.”

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Talvolta le figure di animali sono usate per descriverla. Un’immagine popolare è quella dell’asino o

di un cavallo selvaggio che deve essere domato e allenato in modo da portare alla meta il suo

cavaliere.

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La nafs in preda al rimorso (nafs-i-lawwama)

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Questa è la fase in cui “la coscienza si risveglia e ci si trova in preda al rimorso per avere ascoltato

il proprio ego. Ci si pente e si chiede perdono.” Qui la nafs è ispirata dal cuore, vede i risultati

delle azioni, concorda col cervello, vede le proprie debolezze e aspira alla perfezione.

 

La nafs acquietata (nafs-i-mutma’inna)

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La nafs ormai acquietata. Questa è la fase ideale per i Sufi. A questo livello si è fermi nella fede e

si abbandonano le cattive abitudini. L’anima diventa tranquilla, in pace. In questa fase i Sufi

hanno abbandonato tutto il materialismo e i problemi del mondo e sono soddisfatti nella volontà

di Dio.

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Oltre alle tre principali, talvolta vengono menzionati altre quattro fasi

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La nafs ispirata (nafs-i-mulhama)

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Questa fase avviene fra la seconda e la terza. È la fase dell’azione. A questo livello si diventa “più

fermi nell’ascoltare la propria coscienza, ma non ancora abbandonati ad essa”. Dopo aver visto le

proprie debolezze e fissato i propri obiettivi, l’ego ispira a fare il bene e raggiungere i meritevoli.

I Sufi rilevano l’importanza di compiere immediatamente il bene non appena si pensa ad esso.

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Abbas Bin Abdul Muttalib propone queste tre regole:

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Ta’Jeel o Velocità. Una buona intenzione deve essere immediatamente eseguita, senza pigrizia.

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Tehqeer o Disprezzo. Bisogna guardare con disprezzo le proprie buone azioni per non

diventare troppo fieri di sé.

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Ikhfa o Segretezza. Bisogna tenere segrete le proprie buone azioni affinché per non essere al

centro delle altrui preghiere, fatto che farebbe diventare eccessivamente orgogliosi.
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La nafs compiaciuta (nafs-i-radiyya)

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Questa fase viene dopo la terza delle principali. A questo livello “ci si compiace con qualsiasi cosa

venga da Dio e non appartenga né al passato né al futuro, ma al momento.” “Si pensa sempre:

‘Ilahi Anta Maqsudi wa ridhaka matlubi’. Ci si vede sempre deboli e bisognosi di Dio.”

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La nafs compiacente (nafs-i-mardiyya)

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A questo livello i due Ruh dell’uomo “si sono rappacificati”.

“Si diventa morbidi e tolleranti con gli uomini e si manifesta buone maniere.”

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La nafs pura (nafs-i-safiyya)

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A questo livello “ci si veste degli attributi dell’insan kamil, l’uomo perfetto, che è completamente

sottomesso e ispirato da Dio.” Si è “in completa comunione con la Volontà di Dio”.