Qasida

Qasida – Abdul Malik Dyck, Unlocking the door into true Being

(with the appearance of Sheikh Ahmed Dede and the whirling dervishes)

 

To God belongs the East and the West,

Wheresoever you look is the face of God.

Qur’an 2:115

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When I am silent, I fall into the place where everything is music

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A grande richiesta qui la traslitterazione della qasida
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Guida all’uso: le maiuscole sono le “enfatiche”, la ‘ayn è l’apostrofo rovesciato, mentre

le vocali lunghe sono segnate doppie (quindi durata maggiore) e gli accenti tonici sono

– dove necessario – indicati, al fine di evitare errori d’accento.

 

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Taaba lii

 

Taaba lii khàl‘u ‘idhaarii                                fii hawaa-l-badri-ttamaam

Biftiqaarii wànqisaamii                                 àrtajii nayla-l-maraam

 

Khamratu-l-aHbaab tujlaa                             hiya Hillun laa Haraam

Min dumuu‘i-l-‘ayni tumlaa                           saanàhaa-l-barru-s-salaam

 

Fii samaa’i l-Husni hallat                               ghaadatun tasbii-l-anaam

Wa la-sayfa-l-laHzhu sallat                            qaaTi‘un taHta-l-lithaam

 

Yaa ‘udhuulii laa talùmnii                             maa ‘alaa-l-‘aashiq malaam

Udnu minnii warwi ‘annii                              ana fii-l-‘ishqi imaam

 

 

qasida

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… die innere Suche der Sufis erfordert eine intensive Reinigung. Aus dem

Herzen kommend fließt die Sufi-Musik in die Herzen der Menschen, berührt

sie zart und weckt in ihnen den Wunsch nach der Liebe des Göttlichen …

 

 

Liebe ist

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL RACCONTO DELLE SABBIE

 

Nato da remote montagne, un fiume attraversò molte regioni per raggiungere finalmente

le sabbie del deserto. Provò a superare questo ostacolo così come aveva fatto con gli altri,

ma si accorse che, man mano che scorreva nella sabbia, le sue acque sparivano.

Era convinto, tuttavia, che era suo destino attraversare quel deserto, eppure non ci riusciva…

Fu allora che una voce nascosta, proveniente dal deserto, mormorò: “II vento attraversa il

deserto; il fiume può fare altrettanto”.

 

Il fiume obiettò che, sebbene si lanciasse contro la sabbia, l’unico risultato era di essere

assorbito, mentre il vento poteva volare e, quindi, attraversare il deserto.
 
“Lanciandoti nel tuo solito modo, il deserto non ti permetterà di attraversarlo.
 
Potrai solo sparire o diventare una palude. Devi permettere al vento di trasportartifino a
 
destinazione”.”Ma com’è possibile?”.”Lasciandoti assorbire dal vento”.
 
Era un’idea inaccettabile per il fiume. In fin dei conti,
non era mai stato assorbito prima d’ora. Non voleva perdere la sua individualità:
una volta persa, come essere sicuri di poterla ritrovare?
 
 
 
La sabbia rispose: “II vento svolge questa funzione: assorbe l’acqua, la trasporta al disopra
 
del deserto, poi la lascia ricadere. Cadendo sotto forma di pioggia, l’acqua
 
ridiventa fiume”.:“Come posso sapere che è la verità?”.”È così. Se non ci credi, potrai solo
 
diventare una palude, e anche per questo civorranno anni e anni; e, comunque, non sarai
 
più un fiume”.”Ma non posso rimanere lo stesso fiume?”.”In entrambi i casi non puoi
 
rimanere lo stesso fiume”, rispose il mormorio, “la parteessenziale di te viene portata
 
via e forma di nuovo un fiume. Oggi porti questo nome perché non sai quale parte di te
 
è quella essenziale”.Queste parole risvegliarono certi echi nella memoria del fiume.
 
 
Si ricordò vagamente di uno stato in cui egli – o forse una parte di sé? – era stato tra le
 
braccia del vento.Si ricordò anche – ma era veramente un ricordo? – che questa era la
 
cosa giusta -ma non necessariamente la cosa più ovvia – da fare.Allora il fiume innalzò
 
i suoi vapori verso le braccia accoglienti del vento.Questi, dolcemente e senza sforzo, 
 
li sollevò e li portò lontano, lasciandoli ricadere delicatamente non appena raggiunsero
 
la cima di una montagna molto, molto lontana.